Calcio italiano in lacrime: ultim’ora, la malattia non gli ha lasciato scampo | Aveva poco più di 50 anni
Il mondo del calcio italiano piange la scomparsa di Michele Haimovici, storico addetto stampa di Empoli e Assoallenatori. Se n’è andato a 54 anni dopo una lunga malattia.
Nastro di lutto (freepick) Pmgsport.it
Il ricordo di un professionista esemplare
In occasione della sfida contro il Palermo, la squadra scenderà in campo con il lutto al braccio per ricordare Michele Haimovici, giornalista che per anni ha raccontato le vicende azzurre e che successivamente ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione del Club pic.twitter.com/p3UD4qIHgD
— Empoli Football Club Official (@EmpoliFC) February 7, 2026
Il lavoro di Michele Haimovici non si limitava alla mera gestione della comunicazione; egli era un vero e proprio ponte tra il mondo del calcio e il pubblico, un mediatore attento e capace di veicolare messaggi con chiarezza ed efficacia. La sua figura era sinonimo di competenza, serietà e una rara disponibilità, qualità che gli hanno valso la stima incondizionata di numerosi tecnici, dirigenti, giornalisti e atleti con cui ha interagito nel corso degli anni. Le sue capacità di problem-solving e la sua innata discrezione lo hanno reso un confidente fidato per molti.
Le sue esperienze professionali, in particolare quella con l’Assoallenatori, lo hanno visto al centro di dinamiche importanti per lo sviluppo e la tutela della categoria degli allenatori. Il suo contributo è stato fondamentale nel tessere relazioni, nel coordinare eventi e nel supportare l’associazione in momenti cruciali, dimostrando sempre grande disponibilità e una passione contagiosa per il suo mestiere. Molti lo ricordano per la sua spiccata umanità, per il suo sorriso rassicurante e per la capacità di affrontare ogni situazione con equilibrio e positività, anche nelle circostanze più complesse e delicate.
La sua assenza lascerà un vuoto significativo nel cuore di chi lo ha conosciuto e nel tessuto stesso del calcio italiano. La sua dedizione al lavoro, la sua etica ineccepibile e il suo spirito collaborativo resteranno un esempio per le future generazioni di professionisti della comunicazione sportiva. Il suo ricordo rimarrà vivo attraverso le testimonianze di coloro che hanno apprezzato il suo instancabile impegno e la sua lealtà verso i principi dello sport. Il mondo del calcio oggi saluta un uomo che ha saputo lasciare un segno indelebile, un esempio di dedizione e integrità professionale che continuerà a ispirare chiunque abbia a cuore i valori più autentici di questo sport.

