VAR, ora anche il MILAN TUONA: “Basta errori” I Contatto coi vertici Aia: tutti vogliono una riforma
Il dibattito sulla giustizia sportiva si infiamma. Un club di Serie A, stanco di episodi controversi, alza la voce chiedendo cambiamenti radicali. Cosa sta succedendo?
Allegri - Lapresse - pmgsport.it
Dagli uffici di Milanello fino a Via Aldo Rossi, dirigenti e staff non riescono a capacitarsi del perché non ci sia stato un richiamo esplicito da parte del Var. Una revisione dell’azione, secondo la dirigenza, avrebbe dovuto portare inevitabilmente all’estrazione di un cartellino rosso per grave fallo di gioco, data la palese pericolosità e la veemenza dell’intervento. Questo episodio, lungi dall’essere un caso isolato nella stagione in corso, si inserisce in una serie di eventi controversi che hanno caratterizzato il campionato 2025-26, alimentando un senso di iniquità e mettendo seriamente in discussione l’efficacia, l’equità e la coerenza del sistema arbitrale nel suo complesso. La domanda sorge spontanea: fino a che punto si può tollerare l’errore umano, quando la tecnologia è a disposizione?
Una protesta che non è isolata: gli echi dal calcio italiano
Arbitri al VAR esaminano le immagini: tra decisioni contestate e le infinite polemiche del calcio.
La voce del Milan, così forte e determinata, non è affatto l’unica a levarsi in segno di protesta contro le attuali modalità di gestione arbitrale. Da più parti del calcio italiano, infatti, si moltiplicano le richieste di riforme urgenti e sostanziali, che vadano oltre la semplice critica al singolo episodio. La sensazione diffusa è che il VAR, nato con l’intento lodevole di eliminare gli errori clamorosi e garantire una maggiore giustizia sportiva, stia talvolta generando nuove, accese polemiche e, in alcuni casi, acutizzando le frustrazioni anziché risolverle definitivamente. Episodi come quello che ha coinvolto il Milan non fanno altro che accrescere il malcontento generale, portando club, addetti ai lavori e tifosi a perdere gradualmente fiducia nell’imparzialità e nella trasparenza delle decisioni arbitrali prese in campo e, soprattutto, in sala VAR.
Il dibattito non riguarda più solo il singolo episodio o la prestazione di un singolo arbitro, ma si estende profondamente alla metodologia di utilizzo del VAR, ai protocolli di intervento chiaramente definiti e alla formazione continua e all’aggiornamento degli ufficiali di gara. Vi è una crescente domanda di maggiore chiarezza, di uniformità nelle decisioni e di una linea guida più stringente, con la speranza concreta che situazioni analoghe ricevano sempre lo stesso trattamento, senza interpretazioni divergenti. La pressione sul sistema arbitrale e sull’Associazione Italiana Arbitri (AIA) è palpabile, e la necessità di un’analisi approfondita e di correttivi strutturali appare ormai indifferibile. È un coro unanime che invoca un cambiamento, per un calcio più giusto, più credibile e, in definitiva, più amato.
Il futuro del VAR: tra incontri e richieste di cambiamento
Milanisti al bar tra discussioni animate: il VAR agita gli animi dei tifosi.
In questo clima di accesa tensione e di rinnovata insoddisazione, si parla insistentemente di un possibile contatto tra il Milan e i vertici dell’AIA. Un confronto, finalizzato non solo a esprimere le proprie profonde rimostranze, ma anche a discutere attivamente le possibili soluzioni per migliorare in modo tangibile l’applicazione del regolamento e l’uso del VAR. Non sarebbe certo il primo caso in cui le società chiedono cambiamenti e maggiore chiarezza, ma l’intensità, la frequenza e la risonanza mediatica di queste richieste nell’attuale stagione sembrano indicare un punto di non ritorno, una soglia critica che necessita di risposte concrete e immediate.
Le riforme auspicate vanno in diverse direzioni e abbracciano vari aspetti cruciali: c’è chi propone una maggiore responsabilizzazione degli arbitri in campo, una sorta di ritorno all’autorità originaria, chi invoca una maggiore trasparenza e accessibilità nelle comunicazioni tra arbitro e VAR, e chi suggerisce revisioni profonde ai protocolli esistenti per rendere l’intervento tecnologico più efficace, più tempestivo e meno invasivo, senza spezzettare eccessivamente il flusso di gioco. L’obiettivo comune è restituire serenità e piena fiducia a un sistema che, sebbene nato con le migliori intenzioni e dotato di un potenziale innovativo, mostra ancora delle lacune evidenti. La posta in gioco è altissima: la credibilità del campionato di Serie A e, più in generale, del calcio italiano nel panorama internazionale. Solo attraverso un dialogo costruttivo e l’implementazione di riforme mirate si potrà sperare di superare questa fase di incertezza e garantire un futuro più equo, più trasparente e, in definitiva, più giusto per tutti gli attori in campo, dai giocatori ai tifosi.

