Rivoluzione in porta Inter | Il successore di Sommer: un campione del mondo tra campo e bilancio

L’Inter cerca un erede per Sommer, ma l’interesse per un portiere campione del mondo si scontra con ostacoli insormontabili. Età e ingaggio le sfide maggiori.

Rivoluzione in porta Inter | Il successore di Sommer: un campione del mondo tra campo e bilancio
L’Inter cerca un erede per Sommer, ma l’interesse per un portiere campione del mondo si scontra con ostacoli insormontabili. Età e ingaggio le sfide maggiori.

Nelle ultime ore, l’ambiente nerazzurro è stato scosso da nuove e insistenti indiscrezioni riguardo la ricerca di un profilo di altissimo livello per blindare la porta. La necessità di individuare un successore affidabile e di lungo corso per Yann Sommer è diventata una priorità assoluta per la dirigenza, e le voci si sono concentrate su un estremo difensore di caratura internazionale. Un giocatore che vanta nel suo palmarès successi importanti, tra cui la vittoria della Coppa del Mondo 2022 in Qatar, dove è stato unanimemente premiato come miglior portiere del torneo, dimostrando capacità fuori dal comune nei momenti decisivi.

Il nome che è tornato prepotentemente in orbita Inter, rilanciato anche da autorevoli fonti come Sky Sport, è quello di Emiliano “Dibu” Martínez, attuale numero uno dell’Aston Villa e compagno di nazionale di Lautaro Martínez. La sua presenza tra i pali ha garantito negli anni solidità, personalità e, talvolta, anche spettacolarità, rendendolo uno dei portieri più chiacchierati e ambiti del panorama calcistico mondiale. Un profilo che, sulla carta, risolverebbe molti problemi, ma che presenta delle complessità non indifferenti.

L’assist inatteso dalla panchina inglese

L'assist inatteso dalla panchina inglese

Porta vuota: l’assist inglese apre scenari inattesi.

 

Un possibile e, per certi versi, inatteso “assist” per facilitare l’approdo del portiere argentino all’Inter potrebbe arrivare direttamente dalla panchina dell’Aston Villa. Secondo quanto emerso da fonti vicine all’ambiente inglese e rilanciato da diversi media specializzati, tra il tecnico Unai Emery e il campione del mondo, i rapporti sarebbero tutt’altro che idilliaci, per usare un eufemismo. Una situazione di tensione che si protrae da tempo e che potrebbe ora sfociare in una decisione importante.

La titolarità di Martínez all’Aston Villa, infatti, non viene messa in discussione dall’allenatore spagnolo solo per una mera questione di prestigio o per il ruolo cruciale ricoperto in campo. La realtà, ben più profonda, è che si tratta di un portiere di indiscutibile spessore internazionale, le cui prestazioni sul campo sono tali da renderlo, di fatto, insostituibile. È la sua qualità eccelsa, la sua capacità di incidere sulle partite e la sua personalità a blindarne il posto, nonostante le evidenti frizioni interne che hanno caratterizzato il loro rapporto.

Questa situazione di latente tensione potrebbe, paradossalmente, giocare a favore dei nerazzurri. È probabile, infatti, che Emery non si opporrebbe a una sua eventuale partenza, vedendo in essa una soluzione a una convivenza diventata difficile. In questo scenario, l’Aston Villa potrebbe trovarsi nella condizione di richiedere una cifra di trasferimento non eccessiva, sebbene il contratto del giocatore sia valido fino ad oggi. Una prospettiva che aprirebbe uno spiraglio significativo per la dirigenza interista, desiderosa di cogliere ogni opportunità.

I due ostacoli insormontabili per l’approdo a Milano

I due ostacoli insormontabili per l'approdo a Milano

Di spalle il portiere, uno dei due ostacoli per l’approdo a Milano.

 

Nonostante la possibile apertura dell’Aston Villa, la strada per l’approdo del portiere a Milano presenta almeno due grandi e, al momento, quasi insormontabili ostacoli. Il primo è di natura puramente economica e riguarda il suo ingaggio elevato. Attualmente, Emiliano Martínez percepisce uno stipendio superiore ai 4 milioni di euro netti a stagione, una cifra che, per le casse dell’Inter, si tradurrebbe in circa 8 milioni di euro lordi annui, considerando le attuali tassazioni italiane.

Questa somma rappresenta un peso finanziario non indifferente e un ostacolo significativo per i parametri economici attuali del club nerazzurro, particolarmente attento alla sostenibilità dei costi. L’onere diventa ancora più critico se si considera il secondo grande freno: l’età del portiere. All’inizio della prossima stagione, più precisamente il 2 settembre, il talentuoso estremo difensore compirà 34 anni. La proprietà dell’Inter, per la successione di Sommer e per il progetto a lungo termine, desidera invece un profilo giovane, con ampi margini di crescita e, soprattutto, rivendibile sul mercato. Un investimento che possa garantire non solo prestazioni di alto livello immediate ma anche un potenziale plusvalenza futura, in linea con la strategia societaria.

Il profilo di Martínez, per quanto blasonato, vincente e performante, si discosta in maniera netta e significativa da questa filosofia. Un giocatore prossimo ai 34 anni, con un ingaggio così elevato e senza prospettive concrete di rivendibilità a cifre importanti, non rientra nei nuovi parametri imposti dalla dirigenza nerazzurra, orientata verso scelte più sostenibili, lungimiranti e prospettiche. Superare questi due nodi cruciali richiederebbe un’eccezione alla regola difficile da immaginare per l’Inter, a meno di ripensamenti strategici radicali.